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L’area
centro asiatica è nota per l’Antica Via della Seta,
intuibile ancora oggi per la quantità di alberi di gelso
che s’incontrano in Uzbekistan. Si
narra che nel 1400 Tamerlano, antico statista la
cui figura è stata particolarmente rivalutata dopo
l’indipendenza dall’Unione Sovietica, durante il suo
regno, che si estendeva da Samarkanda a Costantinopoli,
abbia ordinato di piantare milioni di alberi da
frutto.
Bukhara (il cui significato deriva dal Sanscrito e
significa “monastero”) è stata capitale dell’impero
Persiano. Fra i vari stati di questa vasta area c’è una
contiguità culturale che il viaggio mette in evidenza:
buddisti e persiani zoroastriani prima dell’Islam, il
primo Islam di cui si possono ancora oggi ammirare le
tombe dei pionieri, tra i quali lo stesso cugino di
Maometto (la pace sia con lui) e altri grandi personaggi
oggetto di pellegrinaggio. Nel XIII secolo Gengis Khan
distrusse molto ma poi venne assimilato dalla grandezza
filosofica e poetica dell’Islam dei Sufi , poeti,
scienziati, musicisti e matematici vissuti e sepolti in
Uzbekistan. Marco Polo, Samarcanda ( alla lettera città
verde) che fu la capitale di Tamerlano, un imperatore
uzbeko che generò un periodo di rinascenza estetica la
cui perfezione è difficile da spiegare con le parole. Le
moschee, le madrase (semplificando, scuole craniche), i
minareti, i mausolei, le piazze del periodo timuride (
dinastia di Tamerlano) possono essere definite le pietre
miliari dell’architettura, della decorazione, della
geometria divina islamica. A cavallo tra il XII e il XIII
secolo Gengis Khan distrusse molto, ma poi venne
assimilato dalla grandezza filosofica e poetica
dell’Islam dei Sufi, poeti, scienziati, musicisti e
matematici vissuti e sepolti in Uzbekistan. Marco Polo,
Samarcanda (alla lettera città verde) che fu la capitale
di Tamerlano, un imperatore uzbeko che generò un periodo
di rinascenza estetica la cui perfezione è difficile da
spiegare con le parole. Le moschee, le madrase
(semplificando, scuole craniche), i minareti, i mausolei,
le piazze del periodo timuride ( dinastia di Tamerlano)
possono essere definite le pietre miliari
dell’architettura, della decorazione, della geometria
divina islamica. La ceramica con la quale sono rivestiti
gli edifici religiosi più importanti, con i suoi blu,
verde e nero è da considerarsi tra le più belle del
mondo; una per tutte: l’imperatore Moghul Sha Jahan che
ha costruito il Taj Mahal ad Agra era di dinastia Timuride,
discendente di Tamerlano
e l’estetica del Taj è derivante da quella
uzbeka , ovviamente gli architetti erano uzbeki
e persiani.
La
gente, come del resto in tutto il centro Asia a partire
dall’Iran, è particolarmente ospitale e orgogliosa di
esserlo, piacevole, conserva molti aspetti di una
cultura locale agricola basata su ricchezze e calendari
delle stagioni, mercati rigogliosi di frutta verdura
cereali come non
se ne vedono più dalle nostre parti, abiti
tradizionali e donne molto belle.
Il paese viene conquistato dai russi agli inizi del
1900 e successivamente sovietizzato. Direi che si trova
tuttora immerso nella società sovietica e questo è un
altro interessante tema del viaggio. Per esempio il loro
grande fiume, l’Amudarya, che aveva 9 km di
larghezza, è stato completamente messo al servizio
dell’agricoltura da una pianificazione russa con
migliaia di canali
che lo ha ridotto al momento a 1 km e di
conseguenza il famoso Lago d’Aral si è ritirato di
150km! - Il contrasto fra i vecchi e piccoli centri
medievali e la pianificazione urbana della ex Repubblica
Socialista Sovietica sono netti. Noi abbiamo visto il
periodo dei gelsi maturi, delle ciliegie e delle
albicocche, ma ogni mese pullula di colori legati alla
stagione con il settembre ottobre che si veste di bianco
per la raccolta del cotone. L’Uzbekistan è raccolto fra
i monti
del Kirgizistan, del Tajikistan, da qui i
sovietici sono entrati in Afghanistan. Nel paese ci
sono etnie e lingue diverse: il Tajiko è indoeuropeo di
derivazione sanscrita e l’Uzbeko è Turkmeno. Qui si
parla una lingua simile a Istanbul. Viaggio molto facile e
comodo. Khiva, Bukhara e Samarcanda sono sostanzialmente
le mete, anche perché visitare le architetture e le
urbanizzazioni del periodo sovietico non è attraente. La
durata di una decina di giorni è ampiamente sufficiente.
Il clima è ottimo in primavera e autunno, a rischio di
freddo in inverno, forse troppo caldo da metà giugno
a fine agosto. Il
cibo è tipicamente rurale e genuino.
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