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Turchia - I tesori dell'Asia Minore - 13 giorni

Descrizione del viaggio

a cura di Rosa Baslangic,  la nostra guida in Turchia

Il territorio della Turchia si estende su 800.000 circa  km quadrati, quasi tre volte  l’Italia. La parte europea e la parte asiatica sono divise tra di loro dal Bosforo, dal Mar di Marmara e dallo stretto dei Dardanelli. L’Anatolia é un altopiano che si innalza verso est, tagliato da valli e fiumi tra cui il Tigri e l’Eufrate. A nord si estende la catena di montagne del Mar Nero, parallela al mare che poi lascia il posto a fertili pianure. Il paese presenta grandi varietà di clima: temperato al Nord, continentale alle zone interne e mediterraneo lungo il mar Egeo. Le coste della Turchia, bagnate da quattro mari si estendono per 8.330 Km. L’Asia Minore corrispondente grosso modo all’odierna Turchia Asiatica o penisola dell’Anatolia ed é stata definita ‘’la culla delle civiltà“.  In essa fu rinvenuto uno dei primi insediamenti neolitici del Medio Oriente, il più importante dei quali é Çatal Höyük (A.C.9000) vicino all’odierna Konya.

L’eredità di tantissime culture fanno della Turchia un paradiso di ricchezza storica e culturale inestimabile. Hatti, Ittiti , Urartei, Lidi, Lici, Frigi, Persiani, Macedoni, Romani, Bizantini , Selgiuchidi, Ottomani hanno lasciato dei contributi importanti alla storia e gli antichi siti e rovine sparsi in tutto il paese sono le prove distinte di ogni singola civiltà.

Troia, Pergamo, Efeso, Mileto, Priene, Didima, Afrodisia, Heraclia e Aspendos sono solo alcuni nomi nell’universo degli incontri  che si  anno lungo le antiche strade turche. Così come le vicende legate ai miti: Creso re della Lidia, Re Mida, Alessandro e il nodo gordiano,  San Nicola (Babbo Natale ), la cui  storia ha origine a Demre ed esportata dai crociati a Bari. Vi sono poi molti luoghi piccoli, oggi quasi dimenticati, ma considerati sacri dagli  abitanti. Fino a pochi anni fa le sacre grotte degli dei in Cappadocia  erano utilizzate dai  contadini  a guisa di  cantina per conservare le provviste. Da non trascurare la cucina turca nella sua varietà comparabile; i 1.500 tipi di danza  popolare esistenti in giro per la nazione. I turchi chiamano la loro patria Anadolu, alla lettera “terra delle madri”. La natura in Turchia  è un paesaggio inseparabile dalla sua cultura. La solitudine  e le lande desertiche, oltre ad uno scenario naturalistico molto bello offrono la sensazione  che questi luoghi oggi  abbandonati, siano stati un tempo, il centro  di una civiltà ed  in  effetti qui vi furono fiorenti centri di civiltà per almeno ben diecimila anni.

Gli Ittiti , la più importante delle culture anatoliche vide il periodo imperiale tra 1900 – 1200 a.C . Alla sua massima estensione l’Impero Ittita si estendeva  quasi su  tutta l’Asia Minore e rivaleggiava con l’Egitto come potenza del medio oriente. Fu distrutto dai “Popoli provenienti dal mare” che sarebbero i Frigi , invasero tutta l’asia Minore e la Siria verso la fine del secolo XII a.C. La distruzione di Troia, citta’ dell’anatolia Occidentale ,  sui Dardanelli , avvenne probabilmente durante queste invasioni. Nell’XI secolo l’Asia Minore fu invasa dai nomadi turchi Selgiuchidi. Nel 1071 essi sconfissero l’esercito bizantino nella battaglia di Menzikert; nel XII secolo invasero gran parte dell’Anatolia centrale ed orientale. In quel periodo l’obettivo primario dei selgiuchidi non era  quello di attaccare i bizantini ma di eliminare la minaccia sciita islamica eterodossa dei fatimidi d’Egitto. Alcuni membri della dinastia Selgiuchide videro l’opportunita’ di costituirsi un regno proprio. Essi fondarono il Sultanato di Rum con la capitale Konya che governò sull’Anatolia centrale nei secoli XII e XIII. Molti dei nomadi che avevano reso possibili le vittorie iniziali dei Selgiuchidi furono spinti nell’Ovest dell’Anatolia dove vennero mantenute colonie contro le ultime difese bizantine. Sebbene il Sultanato di Rum imitasse l’impero Selgiuchide di Bagdad, la presenza ai suoi confini di un gran numero di cristiani e la sua sovrapposizione islamica sopra una vivente tradizione cristiana, produsse un ambiente differente da quello degli altri stati İslamici. Questa situazione fece da presupposto per lo svilupparsi di un sistema unico di governo e della societa’ Ottomana che inizio’ a emergere nel secolo XIV.

I Turchi Selgiuchidi di Bagdad e Konya furono sopraffatti dall’invasione dei Mongoli di Cengiz Han culminata con la presa ed il sacco di Bagdad nel 1258. I nomadi turchi sfruttarono l’anarchia risultante per formare in Anatolia una serie di principati , posti nominalmente sotto il vassallaggio di Rum, di fatto a sua volta dominato dai Mongoli. Questi principati si mantennero con incursioni fra loro stessi e contro gli ultimi nobili bizantini che resistevano nell’Anatolia occidentale. Gli Ottomani emersero nella storia come leaders di quei Turchi che combatterono con i Bizantini dell’anatolia Nord-Occidentale. Cio’ permise a Osman –originario Otman – fondatore della dinastia Otmana di trarre vantaggio della debolezza bizantina ed assicurarsi il bottino dele incursioni nei territori cristiani. Questa situazione attirò al suo servizio migliaia di nomadi Turchi ed anche molti Arabi ed Iraniani in fuga a causa dei mongoli. Con la presa di Bursa nel 1326 da parte del figlio Orhan consentı’ agli Ottomani  il controllo sul sistema amministrativo, finanziario e militare bizantino nella regione. In tal modo ebbe inizio l’espansione Otmana.

L’espansione ottomana in Europa inizio’ piu tardi, nel regno di Orhan. Mercenari Ottomani furono assunti da capi bizantini incluso Giovanni VI Cantacuzeno che riuscì cosi ad assicurarsi il trono bizantino nel 1347. In compenso fu consentito ai soldati ottomani il saccheggio dei territori bizantini in Tracia e Macedonia e la figlia dell’imperatore fu data in sposa a Orhan. La trasformazione del Principato Ottomano in un vasto impero esteso all’Europoa sud occidentale e al mondo arabo fu realizzata tra i secoli XIV e XVI. Il primo Impero Ottomano di estendeva dal Danubio all’Eufrate. Dal 1481 fino 1699 l’Impero Ottomano aveva allargato i suoi confini dalle porte di Vienna fino l’Iran con tutta la Nord Africa incluso il golfo persico. Dopo il trattato di Karlowitz del 1699 firmato con la Russia cominciò il declino ottomano con perdite di territori. Durante il XIX il continuo pericolo di conquiste straniere fu aggravato dall’insorgere del nazionalismo. Uno dopo l’altro i popoli non Turchi dell’Impero cercarono ed ottennero l’indipendenza; prima i greci poi serbi, bulgari, albanesi, armeni . La classe dirigente ottomana rispose a queste crisi con lo sforzo concentrato di riforma con un’amministrazione governativa più attenta alle prospettive di vita della popolazione, organizzato un esercito moderno,  creati dei sistemi “laici” di istruzione e giurisprudenza per formare del personale per le nuove amministrazioni. Modernizzarono la struttura dell’impero con nuove città, strade, ferrovie e linee telegrafiche.Ma tutto questo non fu sufficiente quando persero la prima guerra mondiale , alleati  con i tedeschi.

Il governo ottomano fu posto sotto l’autorità delle potenze alleate guidate da Gran Bretagna. La conferenza di pace di Parigi si preparava ad imporre un decreto in base al quale sarebbero state cedute non solo le province balcaniche e arabe ma anche le regioni ağabeytate prevalentemente abitate dalla popolazione turca nell’Anatolia Orientale e meridionale e sarebbero state poste sotto controllo straniero o sotto controllo delle minoranze. Un forte esercito greco prese İzmir (Smirne) e invase l’ Anatolia sud occidentale ma a causa dei massacri di popolazione turca , le Nazioni Alleate ritirarono il sostegno alle forze greche. Come reazione a queste condizioni in Anatolia crebbe un movimento nazionalista sotto la leadership di Mustafa Kemal Atatürk. Durante la Guerra d’indipendenza Turca (1918-1923) Atatürk resistette con successo alle condizioni alleate; respinse i greci e le forze di occupazione britanniche, francesi ed italiane: nel Trattato di Losanna  impose un decreto secondo il quale le aree turche della Tracia orientale e dell’ Anatolia sarebbero venute a formare un proprio stato indipendente. A seguito di questa vittoria fu proclamata la Repubblica Turca (1923) con capitale Ankara ed il governo di İstanbul cessò di esistere.

I luoghi del viaggio

ISTANBUL. Il motivo piu importante per cui İstanbul sia diventata una grande metropoli mondiale é la sua posizione geografica. İstanbul si trova dove 48. nord  di latitudine e 28.est longitudine s’intersecano ed é  unica citta’ al mondo situata su due continenti. La città consiste di tre parti Sulla parte europea al sud del Corno d’Oro la Penisola Storica, al nord del Corno d’Oro il quartiere di Galata – la Citta’ Nuova e la parte Asiatica. Mentre la parte europea della citta’ é un centro di commercio e di lavoro; quella asiatica é piu residenziale . İstanbul si trova sulle due sponde del Bosforo che collega il Mar Nero ed il Mar di Marmara e nel frattempo separa Asia dall’Europa. İstanbul si estende su una superficie piu di 7500 km2, lunga 150 km e larga 50 km.Si crede che la popolazione abbia raggiunto 15-16 milioni di abitanti. A causa delle immigrazioni dalla campagna   ogni anno la sua popolazione  aumenta circa 500.000 persone. İstanbul é una citta’ dove Est e Ovest, Asia ed Europa, l’Islam ed il Cristianesimo s’incontrano e creano una armoniosa sintesi. İstanbul per le sue ricchezze culturali e monumenti storici si puo’ paragonare con Roma .  Istanbul che fu la capitale dell’Impero Romano d’Oriente, e dell’Impero Ottomano venne arricchita con delle costruzioni pubbliche e religiose, fatte costruire da questi diversi governi dagli architetti piu famosi dei loro periodi. Per uno straniero che volesse conoscere bene İstanbul , ci vorrebbero 10 giorni. Tra le ricchezze della citta’ possiamo citare la Santa.Sofia che fu l’edificio piu sacro del periodo bizantino risalente al periodo di Giustiniano risalente alla prima meta del VI. Secolo costruita nel 532-537 . Fino alla conquista di Costantinopoli per 916 anni funziono’ come una  basilica del dal 1453 fino al 1934 per 481 anni come una moschea. Nel 1934 con l’ordine di Mustafa Kemal Atatürk sconsacrando fu trasformata al museo realizzando un grande restauro per portare alla luce i mosaici ed affreschi .Oggi é un museo che viene visitato ed ammirato. Nei secoli successivi nessun altra costruzione fu in grado di superare quest’opera architettonica. Il palazzo di Topkapi  che fu sede amministrativa dell’Impero Ottomano. Occupa uno spazio di 700.000 m2 , la cinta muraria del palazzo era lunga 5 km. Con questa dimensione é doppio del Vaticano, la meta’ di Monaco. Nel 1856 quando fu terminata la costruzione del Palazzo di Dolmabahçe come ultima residenza dei sultani Ottomani, Topkapı viene utilizzato dalle mogli dei sultani morti o detronizzati. Nel 1924 con l‘ordine di Atatürk fu trasformato in museo.Oggi é una sosta d’obbligo per tutti i visitatori d’Istanbul con la famosa esposizione del Tesoro Ottomano.La Moschea Blu  o la moschea di Sultan Ahmet fu fata costruire dal Sultano Ahmet I nel 1609-1616 . La moschea  blu é famosa per  le maioliche di Nicea , 21.043 piastrelle decorano  l’interno della moschea.

DİYARBAKIR conosciuta anticamente col nome di Amida, è situata su un altopiano di basalto in prossimità delle sponde del fiume Dicle (Tigri). Le imponenti muraglie di basalto nero che circondano la vecchia città, le conferiscono un aspetto alquanto sinistro. Queste mura, con 16 punti di osservazione, cinque porte, iscrizioni e bassorilievi, sono considerate tra quelle più lunghe del mondo, (5,5 km) e rappresentano uno splendido esempio dell’architettura militare medievale. La Moschea Ulu, fatta edificare dal sultano selgiuchide Melik Shah, è notevole per sua forma e per il fatto che, nella sua costruzione, è stato riusato del materiale architettonico bizantino ed anche altro più antico. Il “Mihrab” presso la Mesudiye Medrese è stato costruito con del locale basalto nero.

HASANKEYF. A Hasankeyf (32 km sud-est di Batman) si trovano le rovine della capitale artuchide del XII secolo. I basamenti attualmente visibili del ponte che un tempo si stendeva sul fiume Dicle, e collegava le due parti della città con il palazzo ora in rovina, situato all’interno della cittadella, evocano i fantasmi di una dinastia svanita.

MİDYAT. A 18 km a est della città,  si trova  l’importante Monastero Siriaco-Giacobita di Deyrelumur (San Gabriele), tuttora aperto al culto, data dagli inizi del V secolo. 

MARDİN. Viste da lontano, le pietre color oro con le quali sono state costruite le abitazioni di Mardin si confondono con le rocce delle montagne vicine. Osservandole da vicino, le pietre scolpite e la decorazione delle abitazioni e degli edifici pubblici, ci rivelano che la città è ricca di tesori dell’architettura. Tra questi gioielli possiamo citare l’antica fortezza e molte moschee. La Medrese di Kasim Paşa del XV secolo, si distingue per le sue pietre delicatamente scolpite, la Moschea Ulu dal bellissimo minareto risale all’epoca selgiuchide (XI secolo). 7 km ad est di Mardin si trova il monastero Siriaco-Giacobita di Deyrülzaferan, un tempo fiorente centro della comunità religiosa.

HARRAN. Documenti antichissimi attestano che Harran aveva la sua importanza perchè si trovava sulla strada  che collegava la Siria e Babilonia ed anche vi si adorava una divinita’ che pur  essendo stata oggi declassata a semplice satellite della Terra, attorno alla quale gira in 27 giorni 7 ore ed una manciata di minuti primi e secondi, continua a far tenerezza : a luna SIN. Harran era il villaggio di Abramo e  come dice la tradizione ove  ebbe vissuto prima di partire verso la Terra promessa. 

ŞANLIURFA antica EDESSA gloriosa per la sua storia nei primi secoli del cristianesimo. Non presenta monumenti particolarmente interessanti ma sono  rimasti  resti della fortezza crociata che domina la città di oggi.

ANTIOCHIA SULL’ORONTE – oggi chiamata ANTAKYA. Situata nella fertile Vale di Oronte a 25 km dal mare, fu fondata da Seleuco I Nicatore nel 301. aC. Come capitale dei Seleucidi. Nel 64 a.C. Pompeo ridusse la Siria a provincia romana Antiochia divenne la Capitale.Con l’ingrandimento del suo porto,miglioramento delle strade divenne un centro commerciale, politico e filosofico del Medio Oriente.La diaspora ebraica visse una larga esperienza missionaria presso i pagani. Antiochia fu la citta’ d’incontro tra la civilta’ ellenistica con le religioni mistiche orientali. Qui S. Paolo  parte alla prima missione con Barnaba. Questa citta’ fù  la prima Cattedra di Pietro. I fedeli qui la prima volta furono chiamati CRISTIANI .  Ignazio che fu martirizzato a Roma nel 116 era di Antiochia.

CAPPADOCIA. Il territorio che rimane fra le citta’ di Aksaray-Niğde-Nevşehir-Kayseri  e suscita delle meraviglie , grazie alle formazioni geologiche uniche al mondo. La Cappadocia  fin dall’Era Prestorica fu scelta come dimora dai vari popoli. Le formazioni naturali create in milioni di anni e l’uomo che ha scolpito questa terra vulcanica ci presentano un armonia fantastica. Il centro militare del periodo romano poi divenne il centro del Monachesimo Orientale sotto il suo fondatore S.Basilio il Grande vescovo di Cesarea , suo fratello S.Gregorio di Nissa – il mistico e suo amico S.Gregorio di Nazianzo- il teologo. A partire dal VII secolo d.C. la regione visse  sotto le incursioni degli Arabi, mongoli, persiani. La gente locale per difendersi dagli invasori si rifugio’ nelle citta’ sotterranee. Dopo il periodo iconoclasta fino al XII secolo in cui  ormai l’ Anatolia era sotto l’Impero Selgiuchide gli abitanti hanno trasformato le grotte in  chiese rupestri che vennero dipinte o dagli artisti locali profani oppure da altri professionisti che vennero con i pellegrini benestanti di Costantinopoli.  Il panorama incantevole dei "Camini delle fate" non è la sola attrazione della Cappadocia. Rifugio di anacoreti ed eremiti cristiani, poi di intere popolazioni che scavarono le loro abitazioni nel tufo, la zona si è trasformata in epoca bizantina in uno straordinario universo rupestre. La valle di Göreme, dove sono state censite 365 chiese, alcune delle quali splendidamente affrescate. All'interno delle formazioni coniche di origine lavica  delle valli di Göreme, di Zelve, di Soganli, si celano chiese rupestri e cappelle affrescate di epoca bizantina. E’ detto che le chiese siano circa tremila. Tra quelle più famose, la chiesa del Serpente, Santa Barbara, le chiese di Carikli, Elmali e Yianli, la chiesa della Fibbia e quella di Tokali, Cavusin e San Teodoro. Degno di nota il sito di Kültepe, città ittita (1950-1800 a.C.), che ospitava una colonia commerciale assira. Un intero quartiere di abitazioni, botteghe e magazzini in cui sono state trovate migliaia di tavolette di argilla in scrittura cuneiforme che documentano l’attività di mercanti venuti dalla Mesopotamia per acquisire metallo e altre merci. Da non tralasciare  Kayseri, nota sotto Tiberio (14-37 d.C.) con il nome di Cesarea. Appena lasciata la Cappadocia si incontra Bogazköy che nella sua fase di massima espansione, nel XIII sec. a.C.,  capitale dell’impero ittita aveva un’estensione enorme, con una città bassa, una città alta e una cittadella, quartieri di abitazione, aree sacre, edifici di rappresentanza e residenza della corte, e una poderosa cinta muraria tuttora emergenti.

KONYA.Come territorio é la citta’ piu grande della Turchia . Oggi industrialmente é molto cresciuta , cosi ha raggiunto circa 1 milione di abitanti. Non si sono trovati molti reperti del periodo paleolotico  invece molti resti del neolitico addirittura una citta’ neolitica Çatalhöyük al sud di Konya  dove la vita é continuata incessantemente dal 7.000 al 6.000 a.C. La prima unita’ politica comincio’ a Konya con gli Ittiti . Hanno trovato resti di ceramica del periodo  Frigio del VII. A.C. in cui  allora era chiamata Kawanya. Poi i Lidi, Cimmeri, Persiani fino l’arrivo del re Macedone Alessandro Magno nell’ a.C. 333  . Allora divenne la sua base militare.Dopo la morte di Alessando Mango passo’ sotto il suo lougotenente Lisimaco, poi sotto il Regno di Pergamo e finalmente sotto la tutela di Roma che fu nominato Iconio e che sara’ una delle chiese fondate da S.Paolo.Quando nel 395 l’Impero Romano fu diviso in due Iconio rimase sotto l’Impero romano d’Oriente. Un periodo passato sotto vari emiri Arabi . Dal IX secolo in poi visse sotto i Selgiuchidi turchi e poi divenne la capitale dell’Impero Selgiuchide. In questo periodo diventata anche sede dell’Ordine mistico Mevlevi  dove la tomba del fondatore Mevlana Celaleddin-i Rumî si trova nella sede dell’Ordine oggi trasformato in museo.

EFESO. Per alcuni sarebbe stata fondata dalle Amazzoni. Nel 2000 a.C. era conosciuta sotto il nome di “ regno di Arzawa” o “ Apasas” fondato dagli Ittiti. Tribu’ locali erano Cari e Leleghi. Gli Ioni che furono  i primi invasori si stabilirono nel 1200 A.C. in questa regione.Grazie alla convenienza naturale con i suoi porti é stato sempre un luogo ricco quindi una citta’ piena  di commercio e di filosofia.  TUTTO é movımento fluıdo, nulla sı ferma  disse Eraclito di Efeso nel V.a.C.” Oggi è un magnifico sito archeologico con la via dei Cureti, con la Biblioteca di Celso , Tempio di Adriano,fontana monumentale dedicato all’Imperatore Traiano del II sec. D.C., il teatro da 25.000 posti  scena di diversi avvenimenti importanti.  Il concilio di Efeso convocato nel 431  nella Chiesa della Vergine  proclamò la maternità divina di Maria con la prima fiaccolata della storia. 

LA CASA DELLA VERGINE MARIA. Si trova a 7 km di distanza da Efeso sulla collina dell’usignolo , altitudine di 358 m. La paralitica veggente tedesca Caterina Emmerich (1774-1824) descrisse con grande precisione il sito di Efeso e la Casa di Maria sulla collina . Basandosi su questo i padri Lazzaristi hanno realizzato un viaggio di indagine sulla collina e trovarono i ruderi di una casa rispondente ai dati segnalati dalla veggente. Dopo tante prove il Vaticano riconobbe ufficialmente la Casa della Vergine ed Efeso come luogo di pellegrinaggio. Questa modesta casa fu restaurata e dal 1951 riceve migliaia di pellegrini di varie religioni da tutto il mondo.

LA BASILICA DI SAN GIOVANNI EVANGELISTA. Il discepolo preferito di Cristo scrisse il libro delle rivelazioni , l’Apocalisse durante il suo esilio all’isola di Patmos sotto Domiziano e quando ritornò ad Efeso invece terminò il suo Vangelo e morì ad Efeso verso la fine del I sec. D.C.  I primi cristiani costruirono una cappella sulla tomba dell’evangelista in legno Poi la grande Basilica fu  costruita su  questo  sito durante il regno di Giustiniano  con materiale di recupero di marmo dal vicino Tempio di Artemide; una delle sette meraviglie del mondo antico che nel periodo di Giustiniano era diventata una cava di marmo. 

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