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Siti
classificati dall'UNESCO Patrimonio Mondiale
dell'Umanità:
Meidan
Emam, Esfahan (1979) Persepolis
(1979)
Tchogha
Zanbil (1979)
Takht-e
Soleyman (2003)
Bam
and its Cultural Landscape (2004, 2007)
Pasargadae
(2004)
Soltaniyeh
(2005)
Bisotun
(2006)
La
parola IRAN non è altro che il termine che noi
pronunciamo “ariano”. Termine sanscrito che
significa nobile, depositario di tutti i tipici valori
etici positivi. La Persia ha sempre avuto molto a che
fare con il suo vicino confinante a est con la civiltà
sanscrita indiana di cui troviamo tracce fino a Bali e
se vogliamo parte della Papuasia che si chiama Iran Jaya
( vittoria ai nobili). Lo stesso Zaratustra era un
brahmana , casta sacerdoti dell’Atarvaveda e , l’Avesta
il libro sacro della religione Mazdeista ( Pharsi)
presenta la stessa struttura di inni alle divinità del
Rig Veda.
Il
viaggio in Iran vi sorprenderà più dell’atteso. Il
popolo conserva molto della sua caratteristica dolcezza,
ospitalità e intelligenza. I tesori estetici di varie
epoche sono eccellenti. La poesia e la filosofia
iraniane sono tra le più apprezzate dell’Oriente. Il
clima è secco in tutte le stagioni.
Atterriamo
a Tehran,
moderna capitale ai piedi delle montagne dell’Elbruz e
percorsa da canalette di acqua corrente come una volta,
andremo al Museo Archeologico e quello adiacente delle
Arti Islamiche, quello dei Tappeti e dei Gioielli ed al
Museo del Vetro e della Ceramica, ospitato in un
raffinato palazzo. Voleremo verso sud a
Shiraz, capitale sotto varie dinastie, culla di
culture, patria di famosi mistici e poeti, da cui
comincia il nostro vero viaggio fra antichità,
gradevoli cittadine e la gente, moschee, madrase, tè e
ristoranti, soste nei giardini e palazzi e vecchi bazaar.
Voliamo a Shiraz e faremo l’escursione di un giorno
alle suggestive rovine di
Persepoli, la mitica capitale cerimoniale di
Dario dinastia Achemenidi, distrutta da Alessandro Magno.
Il patrimonio superstite non è molto e non dà l'idea
della ricchezza e magnificenza di Persepoli, ma è tutto
ciò che è rimasto dopo il saccheggio compiuto da
Alessandro Magno nel 330 a.C., che secondo Plutarco
utilizzò 20.000 muli e 5.000 cammelli per trasportare
l'immenso bottino. Il condottiero macedone ordinò poi
di incendiare la città per vendicare il sacco di Atene.
Secondo i documenti si racconta che di ritorno
dalla incursione in India Alessandro si sia di
nuovo fermato a Persepoli e abbia pianto vari giorni
vedendo ciò che aveva distrutto. La sala delle udienze
poteva ricevere più di 10000 persone e la sala del
trono 80 metri per 80 metri sorretta da 100 colonne alte
20 metri con soffitti dorati di legno di
cedro del Libano. Vedremo anche nella la vicina
Pasargade la solitaria tomba di Ciro e a
Naqsh-e-Rostam
sulla parete a picco di arenaria dorata, le tombe
degli altri re achemenidi e bassorilievi sasanidi.
Kerman dopo la visita alle sue moschee e al bazaar ci
servirà come base per Rayen e Mahan, con i suoi
piacevoli giardini, l’azzurra cupola e i minareti del
mausoleo di un famoso derviscio sufi.
Rayen è un ottimo esempio di cittadella
medievale simile a Bam ( nella zona) che il terribile
terremoto del 2003 ha distrutto. Direzione nord verso Yazd, capitale
dello zoroastrismo, con il Tempio del Fuoco, dove è
custodito il fuoco perenne dai sacerdoti e le Torri del
Silenzio il loro metodo funebre cioè l’esposizione
dei cadaveri agli avvoltoi. Yazd, di sapore antico, ha
bellissime moschee, strette vie e
tradizionali case con le torri di ventilazione,
costruite per sfruttare ogni minimo soffio di vento
verso le stanze sottostanti. Andremo a
Isfahan , con fermata a
Nain , famosa per l’antico Mirhab della sua
moschea e per i tappeti. Isfahan ha un notevole fascino
per l’armonia delle sue piazze, la raffinatezza delle
sue moschee, dei suoi palazzi, dei suoi antichi ponti
sul fiume, delle case da tè, e del vecchio bazar ove
perderemo tempo fra antichi mestieri, tappeti, argenti,
spezie e ceramiche e cibo. Luogo di grande tradizione
culturale della scuola poetica iraniana è sede di molte
madrase. Sappiamo che gli architetti del Taj mahal erano
di isfahan. Avremo due giorni per gustare questa
gradevole città.
Passeremo
per Kashan, nei cui pressi si visiterà il Giardino di
Fin, progettato per lo Scià Abbas I e la necropoli di
Tepe Sialk dove furono rinvenuti negli anni ’30
reperti databili al IV millennio a.C. ( non
dimentichiamo che è iraniano anche il famoso Codice di
Hammurabi attualmente al Louvre) . Avremo occasione di
toccare la interessante QOM una delle principali città
sante dell’Islam Sciita, ingresso non consentito ai
non musulmani ma la visione anche parziale di questa
ottagonale cittadella di ceramica pullulante di Ulama è
di notevole interesse. Buon viaggio.
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