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NORD
DELHI.
Delhi
coincide con la zona delle antiche e gloriose città
della cultura hindu. Indraprashta, Hastinapura, la città
dei cugini Kuru, la città governata dai Pandava, e
quella dominata dal Re Yudishtira. E’ la culla terrena
dei protagonisti del Mahabharata. La città serve come
punto di arrivo e di partenza ma, nel caso di tempo
libero, la capitale offre cose molto interessanti.
Chiese, templi, moschee, forti, empori governativi e
statali, mercati e il cenotafio di Ghandi. Re Parikshit
nipote di Arjuna, salvato da Krishna ancora nella pancia
della madre durante la battaglia di Kurkshetra regnò
dopo suo zio Yudishtira per molti anni e molto
giustamente. Ottenne la grazia di
essere informato del momento della sua morte. Quando ciò avvenne
chiamò il migliore dei brahmana Sukadeva Goswami e gli
chiese cosa possa essere la cosa migliore da fare in
tale situazione con preavviso una settimana. Sukadeva
Goswami lo invitò a ritirarsi sulle rive del fiume
(vicino a Delhi) e cibandosi
solo di liquidi
ascoltare le glorie del Signore. Così avvenne il
racconto del
glorioso Baghavata Purana.
JAIPUR.
Una
delle perle delle sabbiose colline del Rajasthan, merita
sicuramente una visita per la sua architettura
e per la sua atmosfera. La città presenta
sintesi unica di cultura fra storia Moghul (islamici) e
Maharaja (hindu). Conosciuta come la città rosa
è divenuta un grande centro solo dal 1727 con il
governatore Jai Singh II. Jaipur è circondata da
colline, da forti e palazzi ed è stata progettata
urbanisticamente in nove rettangoli che simbolizzano i
pianeti, e disegnata in accordo con lo Shilpa Shastra,
storico trattato di architettura Hindu. Tutto il
Rajasthan ha una atmosfera colorita dovuta alla presenza
di mercati, feste, animali addobbati, uomini e
soprattutto donne che vestono in abiti tipici locali,
turbanti, baffi, argenti, musiche, e incantatori di
cobra.
PUSHKAR.
E’
una piccola
e interessante cittadina senza traffico, famosa per la
fiera annuale dei cammelli che si svolge ogni anno
(verrà visitata solo in tale occasione, essendo un pò
fuori mano dal nostro itinerario). I più grandi
dei suoi
400 templi
sono dedicati a
Brama, Varaha, Savitri, e Gayatri. E’ famosa per la
fiera dei cammelli che si tiene in Ottobre/Novembre.
E’ una delle città sante con al centro un lago munito
di gath per ritualità. Secondo il Padma Purana, Brahma,
signore della creazione, uccise un demone qui con un
fiore di loto. Lanciando il fiore di loto i petali
rimbalzarono in tre luoghi diversi da cui
emersero i tre laghi. Brama lanciò il fiore (pushpa)
con la mano (kara) e da questo deriva il
suo nome. Brahma voleva effettuare un importante
sacrificio a Dio la Persona Suprema, ma doveva attendere
l’arrivo della moglie Sarasvati (altro nome Savitri,
dea della conoscenza) che era in ritardo. Così il
sacerdote del luogo manifestò una figlia di nome
Gayatri che fu purificata introducendola in una mucca
dalla bocca ed estraendola dal dietro. Brahma fece il
sacrificio ma quando Savitri arrivò lo vide sposato
senza permesso e lo maledisse in modo che in futuro egli
sarebbe stato adorato solo a Pushkar.
HARIDWAR.
Alla lettera Hari
, il Signore nella sua forma di distruttore della
ignoranza. Dwar, porta, ingresso. E’ considerata la
porta dei Quattro pellegrinaggi
nella regione Uttrakhand. Qui il Gange
lascia le montagne
e entra nelle pianure e
benché non abbandoni la sua impetuosità ad Haridwar
comincia a essere calmo e vivibile e la gente ama
prendere i bagni spirituali
in queste acque limpide
. Si crede che
fare il
bagno ad Haridwar purifichi lo spirito
e aiuti a trovare la strada per
la liberazione definitiva dalla schiavitù della
materia, moksha. Questo luogo ha mantenuta intatta la
tradizione delle Gurukula, delle scuole del
guru, il millenario metodo indiano per tramandare
la conoscenza, ed è un luogo attivo
per le arti, scienze, medicina ayurvedica. E’
una delle più vecchie città con la struttura dei gath sul Gange ed acquista un
fascino mozzafiato
al tramonto
quando la cerimonia religiosa è
accompagnata da fuochi
e fiori che
vengono abbandonati
sul fiume. Qui si svolge la storia di
Bharata Maharaja
narrata dal Baghavata Purana.
RISHIKESH. 24
km a nord di Haridwar si snoda sulla riva destra del
Gange dove il
fiume crea una grande e vivibile spiaggia che da
sempre ha probabilmente attratto alla rilassatezza e
al riposo.
Con il nome Rishikesh in
realtà si comprendono
Muni-ki-reti o “ la spiaggia dei saggi” , Shivananda Sagar , l’area templare di
Lakshmanihula e Swarg Ashram
sulla riva est. La leggenda racconta che
il saggio Raibhya Rishi
fece qui severe austerità e come risultato
ottenne che Dio gli
apparve sotto forma di
Hrishikesh (nella forma di
colui dalla testa eretta, controllore
dei sensi).
E’ anche il
luogo dove
il Signore Vishnu abbattè
il demone Madhu.
Il luogo è
anche conosciuto come Tapo Bhumi ( tapa è ascesi e bhumi è luogo) o il luogo
della meditazione degli
dei. Tapovan
sull’altra sponda del
fiume ospita
un tempio dedicato
a Lakshamana, il giovane e fedele fratello di Rama che lo
seguì nei 14
anni di
esilio e
si dice che
rimase qui in ascesi . Il tempio Neelkhant
Mahadev è
il posto ove il signore
Shiva bevve il veleno che emerse
durante il frullamento
dell’oceano di latte permettendo la produzione del
nettare dell’immortalità. Negli
anni 60
Rishikesh balzò
alla ribalta in quanto
qui i
Beatles incontravano il loro guru Maharishi
Mahesh Yogi.
AMRITSAR.
In
Punjab, capitale dei Sikh, fu fondata da Ram Das
(servo di Rama) nel 1577
su un terreno concesso
dall’imperatore
Akbar ( vedi Fathepur Sikr) . Il nome
in sanscrito significa
lago dell’
amrita (il nettare della immortalità) ed
è riferito
alla sacra piscina al
centro del complesso templare nel
mezzo della quale sorge
il Hari Mandir (tempio di Dio) detto Golden
Temple. Il tempio è annoverabile è una delle mete del
viaggio e la
gentilezza e ospitalità dei sick
è rinomata. Qui per una volta non
aggrediti dai venditori
si può essere assistiti
da maestri di religione
sick e
visitare il cuore del tempio ove stabilmente
tutto il giorno
il libro del Guru Nanak (fondatore
della religione sick)
viene cantato
e adorato dai prelati in una piacevole melodia in
perfetto ossequio alle
antichissime tradizioni orientali.
Alla sera il libro
viene messo
a riposo con
una cerimonia rituale
di ottimo livello.
MATHURA
- VRINDAVAN. La
regione di Mathura comprende
una vasta area, teatro dei giochi divini di Shri
Krishna. Questa figura divina è considerata nella
letteratura vedica come l’Essere Supremo, il Supremo
Ente Cosciente, la Vita di ogni essere vivente. Nella
Sua manifestazione sulla terra appare proprio nella zona
di Mathura e trascorre la sua infanzia nei boschi di
Vrindavana, bimbo giocoso e dispettoso adorato da
pastori e pastorelle ed egli stesso guardiano di mucche.
Il Bhagavata Purana, uno dei principali testi sacri
della tradizione, racconta proprio gli infiniti giochi
di Krishna a Vrindavana, considerata tradizionalmente
come un’emanazione sulla terra del mondo spirituale.
Per millenni dopo l’apparizione di Krishna, Vrindavana
rimane una foresta, conosciuta da pochi saggi e asceti
come supremo luogo spirituale e meta di pellegrinaggio.
Durante il medioevo indiano, nel XVI secolo la zona
conosce un “risorgimento”, in massima parte dovuto
all’opera dei sei Gosvami di Vrindavana, saggi
asceti discepoli di Shri Caitanya Mahaprabhu, Maestro
dell’Amore per Dio che dal Bengala invita i suoi più
cari seguaci a “riscoprire” la zona di Vrindavana ed
erigervi templi e circoli sacri per la glorificazione e
l’adorazione dei luoghi dove il divino Krishna ha
giocato da bambino. Da allora, circa 5000 templi sono
sorti nella piccola città sulle rive della Yamuna,
molti dei quali di delicata fattezza in quello stile
islamico-hindu che caratterizza le costruzioni templari
dell’epoca. Tra questi ricordiamo Govind
Deva, Madan Mohan, Gopinath, e Jugal Kishore, alcuni dei
quali riconosciuti dall’UNESCO come monumenti d’arte
patrimonio dell’umanità.
Vi si trovano Murti (statue di divinità) tra le più
ornate e affascinanti, riccamente adorate e servite in
rituali sontuosi.
Altri
suggestivi luoghi sono Govardhan, collina sacra intorno
alla quale i pellegrini camminano per giorni al suono di
canti spirituali e racconti di gesta divine; Kusum
Sarovar, sacre acque di purificazione, intorno alle
quali è sorto nel XVI secolo uno tra i più suggestivi
complessi di kuti (cupole per preghiera) e templi
semi-aperti; Barsana, luogo di nascita della regina
Shrimati Radharani, compagna di giochi preferita da
Krishna e simbolo dell’Amore e del Servizio a Dio,
oggi sede di un panoramico complesso templare sorto su
una collina sovrastante la valle della Yamuna intorno ad
un’antica cappella
sacra, con ingresso sotto una tetto ad ogiva che
riporta in colori sgargianti le scene più emblematiche
dei giochi di Krishna a Vrindavana (bagni nella Yamuna,
giochi con pastori e pastorelle, uccisione di demoni) e
dove i pellegrini danzano cantando i nomi del Signore su
ritmi e melodie eterne.
Nella città di Matura ( 25 km) , di interesse
particolare il tempio Janmbhoomi che conserva le stanze
ove nacque Sri Krishna ove
possiamo sederci
e silenziosamente
osservare il
passaggio dei devoti hindu
nei loro coloriti vestiti e rituali.
AGRA.
Mausoleo dell’amore ma non solo. In questo luogo
è così pervadente la bellezza del mausoleo di marmo
conosciuto che
la città è
degnamente identificata come la città del Taj
Mahal . E comunque andando in
giro per Agra
ci si
rende conto che
c’è molto di
bello oltre il favoloso Taj mahal
. Una cittadina pacifica
famosa per gli
intarsi di marmo fatti dai
suoi capaci artigiani
si suppongono
parenti di
coloro che
costruirono il mausoleo
per i moghul .
Agra è
una vecchia città e
si dice che
il suo nome derivi da Agrabana, una
foresta che trova
menzione nel Mahabharata. Nel 1500 passò sotto il
controllo dei Moghul
e sotto il
regno di Akbar il
Grande divenne importantissima. Egli
costruì il
forte di Agra e si impegnò nella costruzione di una città poco lontano in onore
del suo maestro spirituale, sufi, islamico. La sua quarta generazione
costruì il Taj Mahal. Noi tenteremo
di visitarlo
all’alba dall’altra parte della Yamuna
quando il
cerchio di sole
appare a lato del
monumento o anche di notte alla
luce bianca della luna.
FATHEPUR
SIKR. Fathepur sikr ( 30 km da Agra)
non è l’unico esempio in India di città
abbandonata. L’imperatore Akbar
non ancora 28enne creò la prima città in uno
stile cosiddetto hinduislamico.
La città fu
abbandonata appena quindici
anni dopo
il suo
completamento, è intatta e trasmette la lucidità e intelligenza del suo
progettista, lo stesso Akbar. Ricerche hanno
provato che
la città è progettata sulla base di una griglia
simbolico-matematica. La storia dice che Akbar senza figli si rivolse ad
un mistico di nome Shaikh Salim Chisti al fine di ottenere un erede lo
ottenne e si chiamò
Salim. La tradizione filosofica ci informa che
l’imperatore Akbar aveva 7 mogli (la preferita era hindu), tutte di
diversa religione e progettava, non
solo architettonicamente,
la fusione della religione
islam con l’induismo
di cui
era innamorato
e la cui profondità
filosofica aveva scoperta tramite
il suo
maestro sufi Shaikh Salim Chisti che
è sepolto
a Fathepur Sikr e la cui
tomba è quotidiano
oggetto di
pellegrinaggio di
hindu e muslim.
La città ci darà
occasione di parlare del sufismo.
Teniamo presente
che il
fenomeno dei
fakiri è islamico. In
questo tipo di
visione non ci
sorprende la
nascita della religione Sick da parte di
guru Nanak nel 1500 d.c.
KHAJURAHO.
Da solo varrebbe
l’intero viaggio.
Un complesso di templi che originariamente ne contava 85 adesso ridotti
a 22 ma in
perfetto stato
genera una vivida impressione
su quella che
era la magnificenza del periodo
indiano intorno
all’anno 1000 d.c. sotto la dinastia Chandela .
I templi sono dedicati a Vishu a Shiva
ed anche al fondatore della religione Jaina ,
Thirtankara ( di cui
parleremo) . Il più rappresentativo
e commemorato dalla fotografia
internazionale
è il Kandariya
Mahadeva Temple . Oltre 800
sculture lo
coprono rappresentando
dei e
dee, bestie, guerrieri, fanciulle sensuali, danzatrici,
musicisti e
scene erotiche. La successione
delle torri rispetta
una precisa simbologia del percorso iniziatico.
La sua locazione all’interno
della foresta lontano
dai centri
abitati è stata la chiave della sua salvezza
dalle distruzioni degli islamici ( come il
tempio del cosiddetto Bhudda di Ankhor in
Cambogia di cui
è contemporaneo)
.
ALLAHABAD. Conosciuta
per essere
il luogo ove furono
ricondotte al Gange le ceneri
del mahatma Ghandi è anche famosa per ospitare
ogni 12
anni il famoso khumba mela
con milioni
di pellegrini. Secondo la mitologia hindu
il Signore Brahma che voleva fare
il sacrificio
Prakrishta Yagna scelse
un pezzo di terra
sulla terra alla confluenza
di tre fiumi. Gange, Yamuna e il mitico
Sarasvati .
La terra circondata dai tre fiumi
sarebbe stata conosciuta come Prayag l’odierna
Allahabad che nonostante il nome moghul è uno dei
luoghi più sacri dell’induismo.
Il nome Prayag era come molti nomi
sanscriti composto
dalle iniziali di Prakrista e
Yagna ( il sacrificio Prakrishta ). E’ detto
che Rama visitò Prayag durante
l’esilio. Ovviamente bagnarsi qui incrementa
tutti i benefici
spirituali ottenuti precedentemente o
attenua gli effetti
di azioni
negative passate. Luogo
abbastanza fuori dalle rotte turistiche intensamente dotato
di spiritualità
e ritualità , impatto forte da vera India .
AYODHYA
.Una
vera città santa
e luogo di
pellegrinaggio. Qui è
nato il signore Rama , settima incarnazione di Vishnu e qui ha
trascorso il grosso della sua vita e degli eventi
narrati nel
Ramayana . Si dice che
nell’antichità
avesse 160 km
di perimetro
, capitale della zona del
Koshala è attraversata dal fiume Gogra. Bagnarsi
qui può annullare
anche il peggiore degli atti
( quello di avere ucciso un
bramino). Durante i tempi antichi
conosciuta come Kosadelsa
viene descritta nell’ Atharvaveda
come una
città costruita dagli
dei ,
prosperosa come il paradiso stesso.
Ayodhya è preminentemente una città di templi
benché in questa città tutte le religioni
dell’India abbiano trovato sviluppo. Hinduismo, Islam,
Buddismo possono essere
trovati in Ayodhya
. Nella religione Jain si crede che cinque dei
24 thirtankara siano nati qui incluso
Adinath ( Rishabadeva) il primo. Per
noi è fuori rotta e
non facilmente visitabile.
VARANASI
.La
venerabile ed antica città di Varanasi è per
gli hindu il
centro del
mondo religioso.
Una città con miriadi
di attrazioni
così come un elevato centro
di pellegrinaggio
e un microcosmico centro
di fede
. Milioni di
pellegrini la visitano da tutte le parti
dell’India e da tutto il mondo. Un’esperienza
unica ove passato e presente , eternità
e continuità vivono
fianco a fianco. La
città si
estende da nord
lungo una panoramica curva del Gange
mostrando una lunghissima serie di varietà
di architettura indiana
di palazzi sul
fiume. L’essenza di
Varanasi è
la simbiosi fra
il fiume
e la città
stessa e la vita ruota intorno
al fiume . Gli
hindu fanno notare che i
fiumi scorrono
nella direzione contraria delle nubi
e ognuno mantiene
il suo
ruolo nell’eterno
ritmo cosmico. ( rtam, dharma) . Vari e belli
sono i miti della
origine divina del Gange che accetta di riversare le sue
acque spirituali sulla
terra. Varanasi sembra
essere una esperienza al limite
di questo
mondo un
viaggio fra presente e passato. La vita sulle rive del
Gange inizia
prima dell’alba quando
migliaia di pellegrini , uomini e donne e bambini,
arrivano sui
ghat del fiume
ad attendere la nascita del sole. Il lato
da cui sorge il
sole è
completamente non
costruito e permette una visione naturale
dell’alba. Tutti
sono assorti
nei loro pensieri religiosi o
recitano mantra quale la Gayatri
attendendo il momento propizio per bagnarsi nel
fiume sacro. Gradualmente
il sole
sorge e la nebbia si
dissolve rivelando
l’intero scenario.
Adesso i ghat iniziano
a movimentarsi. Bramini
( qui conosciuti come Panda – eruditi )
recitano passaggi dei
sacri testi religiosi , dispensano la sacra
cenere ai
pellegrini marcandogli la fronte
in segno di
relazione con Dio. Barcaioli, venditori
di fiori,
di oggetti
e simboli religiosi,
di dolci , chi
preleva brocche di
acqua da portare via , mucche e altri
soggetti affollano
i ghat. Varanasi è indubbiamente
uno degli
ombelichi religiosi del
mondo ed
ispira a riflettere sulla vita , la creazione, lo
scorrere infinito
del tempo e
l’insignificanza della ricchezza temporale rispetto ad
esso. Specialmente quando
visiteremo i ghat dedicati
alla cremazione ( Manikarnika ghat) . Useremo una
barca a remi per fare
tutto questo.
BUBANESHWAR.
La antica capitale dell’impero Ralinga e adesso
dell’Orissa risale
a millenni addietro.
Il nome significa “ la dimora di Ishwara (Dio nella
forma di eterno
coordinatore) ed era conosciuta come la cattedrale
dell’est in riferimento
alla quantità di tesori. Un tempo più di
7000 templi costeggiavano – lambivano
la Bindu Sagar tank. Di questi 500
sopravvivono tutti
costruiti in
stravagante stile Orissa. Meno monumentali
di Kajuraho ma comunque
una testimonianza del
grande medioevo indiano sono una anticipazione
dei grandi templi
del sud. A
causa di questi
templi il
nobel per la poesia
Rabindranath Tagore ebbe a dire - '“dovunque
l’occhio si posi
e anche nei
luoghi ove
non si posa
l’indaffarato scalpello dell’artista ha lavorato
incessantemente e la dimora di Ishwara
è stata avvolta da una varietà
di figure
esprimenti il buono
e il diabolico , il grande così come
l’insignificante, i quotidiani accadimenti
della vita umana”.
Da
citare il
tempio Lingaraj, meraviglioso nell’eleganza delle sue
torri finemente scolpite slanciate verso l’alto, e il
tempio di Parasurameshwar (VII secolo), che presenta una
grande ricchezza di sculture raffiguranti scene della
mitologia shivaita. Ma il più suggestivo per bellezza e
raffinatezza nella lavorazione della pietra è il tempio
di Mukteshwar, dove scultori di culture ed epoche
differenti hanno dato vita ad un’opera d’arte ricca
di dettagli buddisti, induisti e jainisti. Inoltre il
Tempio di Rajarani colpisce per la grazia ed eleganza delle sue sculture:
ammirevole la serie di ninfe celesti dalla spiccata
sensualità.
KONARK.
60
km da Bubaneshwar in mezzo a vegetazione
tropicale, risaie ,
palmeti, a
3 km
dal mare si
staglia il grande tempio di Konarak una delle meraviglie
dell’arte religiosa medievale induista risalente al
XIII secolo. Consacrato al dio Sole, esso rappresenta il
carro celeste trainato da sette cavalli e mosso da
ventiquattro ruote in pietra di 3 metri
di diametro
e finemente cesellate con intricate sculture
simboliche . Due leoni
che aggrediscono due elefanti
guardano l’entrata . L’ombra sui raggi
delle ruote
indica l’ora
del giorno.
Il soffitto piramidale raggiunge
i 30
metri di altezza. Le 9 statue del dio, che guida il suo carro per
portare la luce e la vita, furono sistemate in modo da
ricevere 3 ciascuna
i raggi del sole all’alba, a mezzogiorno ed al
tramonto; i bassorilievi esaltano il viaggio divino con
motivi allegorici della vita terrestre: musicisti,
donne, bambini, coppie in effusioni erotiche, uccelli e
fiori , cavalieri e cavalli. Il tempio è una vivida
cronaca in
pietra con migliaia di immagini di dei e dee,
apsaras ( prostitute celesti) amanti
e danzatori e differenti
scene di corte.
Il poeta sufi Abdul Fazl commentò nel 16 secolo “
anche coloro difficili
da commuovere rimangono attoniti alla sua
vista”. Konark
deriva il
suo nome da
Kona ( angolo) e Arka ( sole) ed è stato uno
dei centri
di adorazione
del sole in
India ben
prima della costruzione di
questo tempio.
Trova menzione nei Purana
e in molti altri
testi religiosi
con nomi diversi
che indicano
la medesima località. Questo tempio è stato
probabilmente costruito da re Narashimadev I ( circa
1250) per
celebrare la vittoria sui musulmani. Il tempio è caduto
in disuso
nel 1600 dopo che
un attacco
dell’ Imperatore Moghul Jahangir lo rese dissacrato
distruggendone le immagini
e gli hindu lo hanno
religiosamente abbandonato ( come
in molti altri
casi) . La leggenda vuole che
il tempio fosse costruito
da Samba , uno dei figli di Krshna,
affetto di lebbra, che a seguito di
dodici anni
di ascesi
e austerità
il Dio Sole guarì. Ogni
anno per un
paio di
giorni a cavallo
fra gennaio
e febbraio
durante la luna piena ( o bianca )
si celebra ed
il luogo è
anche il sito
del famoso
festival Magha Saptami Mela .
PURI.
Puri
è il più sacro centro
dell’Orissa
e uno
dei più
grandi luoghi di pellegrinaggio dell’India,
sulla costa della baia del Bengala. La attività
della città
ruota completamente intorno
al Jagannath Temple ( Jagat , universo – Natha
, signore) visitato da tutte le altre parti
dell’India ( non visitabile per non hindu) .
Alto 65
metri, è sormontato dal vessillo di Vishnu e dallo “chakra”,
la ruota mistica. Edificato durante il regno di
Chodaganga Deva nel XII secolo d.C., è costituito da
quattro ambienti: la Bhoga Mandap (Sala delle Offerte),
la Nata Mandir (Sala delle Danze), la Jagmohan (Sala
delle Udienze) ed il Sancta Sanctorum.
Il
presente tempio è stato costruito da Re
Choda Ganga Deva sostituendo una precedente struttura che probabilmente datava
ampiamente precedente . E’ uno dei
quattro pellegrinaggi sacri
dell’India insieme a Dwarka, Rameswaram e
Badrinath ( i quattro punti
cardinali) . Jagannath Puri è soprattutto
famoso per il
gigantesco ruolo
di scuola filosofica religiosa
che ha assunto nel
corso dei
secoli grazie
ai maestri
che in esso
hanno stabilito
residenza o effettuato lunghe visite. Fra di essi Sri
Ramanuja visitò
Puri fra il 1107
e il 1117
e vi rimase per
lungo tempo. Vishnu Swami
visitò Puri
poco dopo Sri Ramanuja e
fondò una Matha vicino
al Markandeya Tank
chiamata appunto
Vishnuswami Matha .
Il grande Nimbarka Acharya
fece un
importante pellegrinaggio
a Puri
e nei tempi recenti Srila
Prabhupada lo visitò nel 1977
.
A
Jagannath Puri nei
primi decenni del
1500 si stabilì dopo essere stato ricevuto
sannyasi il
celebratissimo mistico
filosofo Caitanya Mahaprabhu , prosecutore e
sistematizzatore della tradizione vaishnava e delle sue
variegate scuole di
pensiero , di
devozione ; esempi meravigliosi di poesia
e gusto nella
relazione con la divinità. Fino a tempi recenti quasi
tutto l’intero tempio
era coperto da
piastre bianche tale che i naviganti
europei nei
secoli precedenti lo
usavano come
punto di
riferimento
definendolo
nei giornali
di bordo
“la pagoda bianca.”
SUD
CHENNAI.
Chennai ci
servirà come città
aeroporto .
Ma anche in
essa ci
sono alcune
cose che sarebbe un
peccato perderci. Conta
forse la più
grande raccolta di
bronzi ( circa 1.000) della
intera India , raccolti
nei templi monumentali
dell’India dravidica del Sud . Questa collezione di
rara bellezza è una
elencazione tramite statua di riti , simboli
e storie , personaggi
e filosofie
delle varie religioni indiane . Assolutamente da
non perdere specialmente accompagnata da una
conferenza del soprintendente
. Chennai è
anche la sede internazionale
della Società Teosofica , che
è possibile
visitare – Da segnalare
all’interno
della loro libreria la incredibile collezione
di 250.000 !!! manoscritti religiosi
visitabili solo
su autorizzazione
e appuntamento. Si va da testi buddisti
su carta di
riso a induisti su foglia di
banana , corani dell’800
, torah del 1000 , testi cinesi
etc… tutti
rigorosamente manoscritti antichi.
TIRUPATI. Uno
dei più ricchi templi del paese è per lo più venerato
per la
figura cara ai vaishnava del signore
Venkateswara. E’ stato
via via custodito
e gestito
dalle dinastie
Pallava, Chola,
Pandya ,Vijayanagar
che amavano
risiedere all’interno
del tempio ! .
Quasi tutti i re delle dinastie che
padroneggiarono Tirupati
offrirono i loro omaggi
alla antica immagine di Venkateswara
nel tempio.
Ci sono anche
statue di Krishnadevaraja
e della sua consorte installate sui portali
ed una
di Venkatapati
Raja nel tempio principale
visitabili tutta
la giornata.
- 130 km
a nord di Chennai Tiru' in Tamili significa
`Sri'.( il meraviglioso).
Quindi Tirupati
diventa Sripati (pati ,
il signore) or Sri Maha Vishnu.
( Vishnu nella forma plenaria)
. Secondo i Purana le colline circostanti
Tirupati rappresentano il
corpo di
Adidesha ( ananta – infinito )
il serpente
su cui il
signore Vishnu risiede
a Vaikhunta prima , durante e dopo la
manifestazione. Le
sette colline sarebbero le sette teste del serpente.
KANCHIPURAM. Kanchipuram,
la città dorata dei
1.000 templi è la capitale dei Pallava, Chola, e i Rajsa di Vijayanagar. I migliori templi furono
costruiti dai Pallava nel 500 e 600 d.c. La città
ha una grande tradizione come
luogo di
studio. Filosofi del calibro
di Sri Shankaracharya, Appar, Siruthonder, Bikkhu
vissero e
lavorarono qui. Qui è
fiorita la ricchissima letteratura
in lingua Tamili e questa è zona ove operarono
gli Alvar , devoti-poeti che ci hanno lasciato
opere di toccante
poesia e lirica
devozionale tuttora
oggi usate per i
riti quotidiani
. Kanchipuram
è una delle sette città
sacre dell’India.
Centro intenso
di produzione di seta e di sari.
I templi sono monumentali
e molto ben
conservati.
MAMALLAPURAM
- (MAHABALIPURAM). Famosa
nel mondo per
il tempio
sulla spiaggia che nel
2004 ha subito lo tsunami questo piccolo
villaggio , completamente sulla spiaggia
è tuttora sede di
centinaia di
artigiani scultori
che scolpiscono immagini per i templi , in strada
, vestiti di
un solo
grembiule come
ai tempi
dei Pallava.
L’arte di Maha (grande) malla (guerriero) puram
(città) può essere classificata
in bassorilievi
all’aperto, strutture templari, caverne
intarsiate,
i famosi
cinque carri ( relativi ai
cinque fratelli Pandava protagonisti
del Mahabharata),
il famoso pannello
“L’austerità di Arjuna “ e il Krshna
Mandapa , che
rappresentano veramente
splendidi esempi
di arte di scultura della roccia e come
da essa si possano forgiare edifici e monumenti.
CHIDAMBARAM. Con
la città tempio di
Chidambaram, poco a sud di
Pondicherry si vive nel cuore della tradizione
dedicata a Shiva nella incantevole forma di signore
della danza cosmica Nataraja ( Nata , danza- Raja
, re) . Comunque il
superbo tempio
di Chidambaram
è uno dei pochi
ove Shiva e Vishnu
sono racchiusi sotto lo stesso tetto.
A differenza di
altri templi
questo è visitabile
fino al
sancta santorum e accessibile ritualmente a chiunque. Qui un
erudito , giovane , bramino mi
ha raccontato
come le cinque lettere che formano il nome di Shiva
siano le iniziali dei cinque
elementi costituenti
la materia. Chidambaram
alla lettera significa cielo permeato
di intelligenza e conoscenza. E’ detto
che qui anche
il rishi
Patanjali , il
redattore- sistematizzatore degli Yoga-sutra,
ebbe a praticare ascesi
e Shiva gli
si manifestò nella forma Nataraja . Nel 1270 il
luogo ove
ciò avvenne fu coperto
con una sala in oro e il re che
riuscì in tale
opera fu
cosi orgoglioso che cambiò il
suo nome in Hemchandandana
Raja ( il re che coprì il tempio con l’oro).
MADURAI. Dall’alto
di un terrazzo di uno
degli ottimi
alberghi intorno al
tempio centrale
Madurai appare
dominata dalle
quattro torri
delle entrate del complesso templare Meenakshi
ai
vari punti cardinali
. Luogo storico di
scienza e pellegrinaggio. Il nettare cadde dalle
mani di
Shiva in
questa zone e diede
il nome
alla città ( madhu è il
miele ). 2000 anni fa capitale dei Pandyan , 1000
anni fa dei Chola e poi dei musulmani che poi
ricedettero a raja hindu
fino all’arrivo degli inglesi.
Se
Shiva è il
dio della
energia materiale e
Parvati la sua energia manifesta le loro immagini ( murti) vengono
divise al mattino in una cerimonia
a cui tutti
possono assistere
e riposte a dormire
insieme al tramonto .
Diversi ma inseparabili , il potente e la sua
potenza, uniti come lo sono il
fuoco e calore, il
vento e
l’ aria.
TANJHAVUR.
Fu
la città reale
dei Cholas,
Nayaks and the Mahrattas. Thanjavur deriva
il suo nome da
Tanjan-an asura (demone , letteralmente mancante
di luce),
che secondo la leggenda
locale devastava
le zone circostanti
e fu annientato
da Sri Anandavalli Amman e Vishnu, Sri Neelamegapperumal
e l’ultima richiesta di Tanjan fu
che la
città potesse portare
il suo
nome e il
signore Vishnu
gliela accordò. Famosa per strumenti musicali
indiani , bronzi, oggetti artigianali. Tipico ,
bellissimo complesso templare , dravidico , murario , dedicato a Shiva e
al suo veicolo Nandi ( il toro) .
RAMESHWARAM. L’isola
di Rameswaram sul golfo di
Mannar è uno dei centri di
attività di
pesca del Tamil Nadu. Ma più importante come centro di
pellegrinaggio per
pii hindu che adorano sia Vishnu sia Shiva ,
conosciuti come
Vishnuiti e Shivaiti.
Qui ha sede
l’impressionante Rameswaram Temple , famoso nel
mondo per i suoi lunghissimi e
ornati corridoi
, che rappresentano
veri capolavori
di fine
architettura. Intorno dobbiamo
citare belle spiagge, barriera corallina.
Rameshwaram è il luogo
da dove Rama costruì il
famoso ponte attraverso il mare per liberare la
sua consorte Sita
dal rapitore Ravana ( re dei demoni che aveva dimora con
i suoi
fratelli in
Sri Lanka- da questo ne deriva
un atteggiamento
di sospetto da lunga data fra i due
popoli) . Questo è anche
il luogo ove Rama adorò
Shiva chiedendo di essere
comunque ripulito
degli effetti
negativi di
avere ucciso
Ravana. Sia
i vaishnava sia gli
shaiva visitano questo
luogo di
pellegrinaggio conosciuto
come la
Varanasi del
sud. Per gli hindu
un vero pellegrinaggio
non si conclude
a Varanasi se
non è
completato da Rameshwaram . La divinità
preminente qui è
Linga Sri Ranganatha che è una delle dodici
Jyotirlingas ( colonne di luce)
dell’ India. Il tempio più importante
è Ramanatha Swamy , 12th secolo.
Il tempio comprende 22 pozzi in cui il sapore
dell’acqua è diverso
l’uno dall’altro. Qui Rama fece riti
di ringraziamento a
Vishnu dopo la battaglia con Ravana
e il suo
trionfo ,
Sri Lanka è
a 24 km. L’intera area
è associata con episodi del
Ramayana.
KARNATAKA.
Situato nell’India Centro Meridionale, giusto a nord
del Kerala,
è
poco interessato dai grandi circuiti
turistici.Ricco di opere d’arte che testimoniano
i periodi |