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India: religione, mito e simbolo 
Descrizione dei luoghi

Descrizione dei viaggi

Dettagli tecnici Mappa dei luoghi

Programma del viaggio

Archivio fotografico

Viaggio nell'india classica

NORD

DELHI

JAIPUR  PUSHKAR 

HARIDWAR

 RISHIKESH  AMRITSAR

MATHURA-VRINDAVAN 

AGRA  FATHEPUR SIKR 

KHAJURAHO

ALLAHABAD  AYODHYA

VARANASI

BUBANESHWAR KONARK

PURI

SUD
CHENNAI TIRUPATI

KANCHIPURAM

MAMALLAPURAM

CHIDAMBARAM

MADURAI 

TANJHAVUR

RAMESHWARAM

DWARKA

NORD

DELHI. Delhi coincide con la zona delle antiche e gloriose città della cultura hindu. Indraprashta, Hastinapura, la città dei cugini Kuru, la città governata dai Pandava, e quella dominata dal Re Yudishtira. E’ la culla terrena dei protagonisti del Mahabharata. La città serve come punto di arrivo e di partenza ma, nel caso di tempo libero, la capitale offre cose molto interessanti. Chiese, templi, moschee, forti, empori governativi e statali, mercati e il cenotafio di Ghandi. Re Parikshit nipote di Arjuna, salvato da Krishna ancora nella pancia della madre durante la battaglia di Kurkshetra regnò dopo suo zio Yudishtira per molti anni e molto giustamente. Ottenne la grazia di  essere  informato del momento della sua morte. Quando ciò avvenne chiamò il migliore dei brahmana Sukadeva Goswami e gli chiese cosa possa essere la cosa migliore da fare in tale situazione con preavviso una settimana. Sukadeva Goswami lo invitò a ritirarsi sulle rive del fiume (vicino a Delhi) e cibandosi  solo di  liquidi ascoltare le glorie del Signore. Così avvenne il racconto  del glorioso Baghavata Purana.

JAIPUR. Una delle perle delle sabbiose colline del Rajasthan, merita sicuramente una visita per la sua architettura e per la sua atmosfera. La città presenta sintesi unica di cultura fra storia Moghul (islamici) e Maharaja (hindu). Conosciuta come la città rosa  è divenuta un grande centro solo dal 1727 con il  governatore Jai Singh II. Jaipur è circondata da colline, da forti e palazzi ed è stata progettata urbanisticamente in nove rettangoli che simbolizzano i pianeti, e disegnata in accordo con lo Shilpa Shastra, storico trattato di architettura Hindu. Tutto il Rajasthan ha una atmosfera colorita dovuta alla presenza di mercati, feste, animali addobbati, uomini e soprattutto donne che vestono in abiti tipici locali, turbanti, baffi, argenti, musiche, e incantatori di cobra.

PUSHKAR. E’ una  piccola e interessante cittadina senza traffico, famosa per la fiera annuale dei cammelli che si svolge ogni anno (verrà visitata solo in tale occasione, essendo un pò fuori mano dal nostro itinerario). I più grandi  dei suoi 400 templi sono dedicati a Brama, Varaha, Savitri, e Gayatri. E’ famosa per la fiera dei cammelli che si tiene in Ottobre/Novembre. E’ una delle città sante con al centro un lago munito di gath per ritualità. Secondo il Padma Purana, Brahma, signore della creazione, uccise un demone qui con un fiore di loto. Lanciando il fiore di loto i petali  rimbalzarono in tre luoghi diversi da cui emersero i tre laghi. Brama lanciò il fiore (pushpa) con la mano (kara) e da questo deriva il  suo nome. Brahma voleva effettuare un importante sacrificio a Dio la Persona Suprema, ma doveva attendere l’arrivo della moglie Sarasvati (altro nome Savitri, dea della conoscenza) che era in ritardo. Così il sacerdote del luogo manifestò una figlia di nome Gayatri che fu purificata introducendola in una mucca dalla bocca ed estraendola dal dietro. Brahma fece il sacrificio ma quando Savitri arrivò lo vide sposato senza permesso e lo maledisse in modo che in futuro egli sarebbe stato adorato solo a Pushkar. 

HARIDWAR. Alla lettera Hari , il Signore nella sua forma di distruttore della ignoranza. Dwar, porta, ingresso. E’ considerata la  porta dei Quattro pellegrinaggi  nella regione Uttrakhand. Qui il Gange  lascia le  montagne e entra nelle pianure e benché non abbandoni la sua impetuosità ad Haridwar comincia a essere calmo e vivibile e la gente ama prendere i bagni spirituali in queste acque  limpide . Si crede che  fare il bagno ad Haridwar purifichi  lo spirito e aiuti a trovare la strada per la liberazione definitiva dalla schiavitù della materia, moksha. Questo luogo ha mantenuta intatta la tradizione delle Gurukula, delle scuole del  guru, il millenario metodo indiano per tramandare la conoscenza, ed è un luogo attivo  per le arti, scienze, medicina ayurvedica. E’ una delle più vecchie città con la struttura dei gath sul Gange ed acquista un  fascino mozzafiato al tramonto  quando la cerimonia religiosa è accompagnata da fuochi e fiori che vengono  abbandonati sul fiume. Qui si svolge la storia di  Bharata Maharaja  narrata dal Baghavata Purana.

RISHIKESH. 24 km a nord di Haridwar si snoda sulla riva destra del  Gange dove  il fiume crea una grande e vivibile spiaggia che da sempre ha probabilmente attratto alla rilassatezza e al  riposo. Con il nome Rishikesh in  realtà si  comprendono Muni-ki-reti o “ la spiaggia dei saggi” , Shivananda Sagar , l’area templare di  Lakshmanihula e Swarg Ashram sulla riva est. La leggenda racconta che  il saggio Raibhya Rishi  fece qui severe austerità e come risultato ottenne che Dio  gli  apparve sotto  forma di Hrishikesh (nella forma di  colui dalla testa  eretta,  controllore dei  sensi). E’ anche  il luogo  dove il Signore Vishnu  abbattè il demone Madhu. Il luogo  è  anche conosciuto come Tapo Bhumi ( tapa è ascesi e bhumi è luogo) o il luogo della meditazione degli dei.  Tapovan sull’altra sponda del  fiume ospita  un tempio  dedicato a Lakshamana, il giovane e fedele fratello di Rama che lo seguì nei 14 anni di esilio e si dice che  rimase qui in ascesi . Il tempio Neelkhant Mahadev  è il posto ove il signore Shiva bevve  il  veleno che emerse durante il  frullamento dell’oceano di latte permettendo la produzione del nettare dell’immortalità. Negli  anni 60 Rishikesh  balzò alla ribalta in quanto  qui i Beatles incontravano il loro guru Maharishi Mahesh Yogi. 

AMRITSAR. In Punjab, capitale dei  Sikh, fu fondata da Ram Das  (servo di Rama) nel 1577 su un terreno concesso dall’imperatore Akbar ( vedi Fathepur Sikr) . Il nome in sanscrito significa lago dell’ amrita (il nettare della immortalità) ed è riferito alla sacra piscina al centro  del complesso templare nel mezzo della quale sorge il Hari Mandir (tempio di Dio) detto Golden Temple. Il tempio è annoverabile è una delle mete del viaggio e la gentilezza e ospitalità dei sick è rinomata.  Qui per una volta non aggrediti dai venditori si può essere assistiti da maestri di religione sick e  visitare il cuore del tempio ove stabilmente tutto il  giorno il libro del Guru Nanak (fondatore della religione sick)  viene cantato  e adorato dai prelati in una piacevole melodia in perfetto ossequio alle antichissime tradizioni orientali.  Alla sera il libro  viene messo  a riposo  con una cerimonia rituale  di ottimo livello.

MATHURA  - VRINDAVAN. La regione di Mathura comprende una vasta area, teatro dei giochi divini di Shri Krishna. Questa figura divina è considerata nella letteratura vedica come l’Essere Supremo, il Supremo Ente Cosciente, la Vita di ogni essere vivente. Nella Sua manifestazione sulla terra appare proprio nella zona di Mathura e trascorre la sua infanzia nei boschi di Vrindavana, bimbo giocoso e dispettoso adorato da pastori e pastorelle ed egli stesso guardiano di mucche. Il Bhagavata Purana, uno dei principali testi sacri della tradizione, racconta proprio gli infiniti giochi di Krishna a Vrindavana, considerata tradizionalmente come un’emanazione sulla terra del mondo spirituale. Per millenni dopo l’apparizione di Krishna, Vrindavana rimane una foresta, conosciuta da pochi saggi e asceti come supremo luogo spirituale e meta di pellegrinaggio. Durante il medioevo indiano, nel XVI secolo la zona conosce un “risorgimento”, in massima parte dovuto  all’opera dei sei Gosvami di Vrindavana, saggi asceti discepoli di Shri Caitanya Mahaprabhu, Maestro dell’Amore per Dio che dal Bengala invita i suoi più cari seguaci a “riscoprire” la zona di Vrindavana ed erigervi templi e circoli sacri per la glorificazione e l’adorazione dei luoghi dove il divino Krishna ha giocato da bambino. Da allora, circa 5000 templi sono sorti nella piccola città sulle rive della Yamuna, molti dei quali di delicata fattezza in quello stile islamico-hindu che caratterizza le costruzioni templari dell’epoca. Tra questi ricordiamo Govind Deva, Madan Mohan, Gopinath, e Jugal Kishore, alcuni dei quali riconosciuti dall’UNESCO come monumenti d’arte patrimonio dell’umanità. Vi si trovano Murti (statue di divinità) tra le più ornate e affascinanti, riccamente adorate e servite in rituali sontuosi. Altri suggestivi luoghi sono Govardhan, collina sacra intorno alla quale i pellegrini camminano per giorni al suono di canti spirituali e racconti di gesta divine; Kusum Sarovar, sacre acque di purificazione, intorno alle quali è sorto nel XVI secolo uno tra i più suggestivi complessi di kuti (cupole per preghiera) e templi semi-aperti; Barsana, luogo di nascita della regina Shrimati Radharani, compagna di giochi preferita da Krishna e simbolo dell’Amore e del Servizio a Dio, oggi sede di un panoramico complesso templare sorto su una collina sovrastante la valle della Yamuna intorno ad un’antica cappella  sacra, con ingresso sotto una tetto ad ogiva che riporta in colori sgargianti le scene più emblematiche dei giochi di Krishna a Vrindavana (bagni nella Yamuna, giochi con pastori e pastorelle, uccisione di demoni) e dove i pellegrini danzano cantando i nomi del Signore su ritmi e melodie eterne.  Nella città di Matura ( 25 km) , di interesse particolare il tempio Janmbhoomi che conserva le stanze ove nacque Sri Krishna ove possiamo  sederci  e silenziosamente  osservare  il passaggio  dei  devoti hindu nei loro coloriti  vestiti e rituali.

AGRA. Mausoleo dell’amore ma non solo. In questo luogo è  così pervadente la bellezza del mausoleo di marmo conosciuto che la città è degnamente identificata come la città del Taj Mahal . E comunque andando in  giro per Agra  ci si  rende conto che c’è molto di bello oltre il favoloso Taj mahal . Una cittadina pacifica famosa per gli intarsi di marmo fatti dai suoi capaci artigiani si  suppongono parenti di coloro che costruirono il  mausoleo per i moghul .  Agra  è una vecchia città e si  dice che il suo nome derivi da Agrabana, una foresta che trova menzione nel Mahabharata. Nel 1500 passò sotto il  controllo dei Moghul  e sotto il regno di Akbar il Grande divenne importantissima. Egli  costruì il  forte di Agra e si impegnò nella costruzione di una città poco lontano in onore del  suo  maestro spirituale, sufi, islamico. La sua quarta generazione costruì il Taj Mahal. Noi tenteremo di  visitarlo all’alba dall’altra parte della Yamuna quando il cerchio di sole appare a lato del monumento o anche di notte alla luce bianca della luna.

FATHEPUR SIKR. Fathepur sikr ( 30 km da Agra)  non è l’unico  esempio in India di  città abbandonata. L’imperatore Akbar non ancora 28enne creò la prima città in uno stile cosiddetto hinduislamico.  La città fu abbandonata appena quindici anni dopo il suo completamento,  è intatta e trasmette la lucidità e  intelligenza del suo progettista, lo stesso Akbar. Ricerche hanno provato  che la città è progettata sulla base di una griglia simbolico-matematica.  La storia dice che Akbar senza figli  si  rivolse ad  un mistico di  nome Shaikh Salim Chisti al fine di ottenere un erede lo ottenne e si chiamò Salim. La tradizione filosofica ci informa che l’imperatore Akbar aveva 7 mogli (la preferita era hindu), tutte di  diversa religione e progettava, non  solo architettonicamente,  la fusione della religione islam con l’induismo di cui era innamorato e la cui  profondità filosofica aveva scoperta tramite il suo maestro sufi Shaikh Salim Chisti che è sepolto a Fathepur Sikr e la cui  tomba è quotidiano oggetto di pellegrinaggio di hindu e muslim. La città ci darà  occasione di parlare del sufismo. Teniamo presente che  il fenomeno dei fakiri è islamico. In questo tipo di visione non ci sorprende  la nascita della religione Sick da parte di guru Nanak nel 1500 d.c.

KHAJURAHO. Da solo  varrebbe  l’intero  viaggio.  Un complesso di templi che originariamente  ne contava 85 adesso  ridotti a 22 ma  in perfetto  stato genera una vivida  impressione su  quella   che era la magnificenza del periodo  indiano intorno  all’anno 1000 d.c. sotto la dinastia Chandela . I templi sono dedicati a Vishu a Shiva  ed anche al fondatore della religione Jaina , Thirtankara ( di  cui parleremo) . Il più rappresentativo  e commemorato dalla fotografia  internazionale  è il  Kandariya Mahadeva Temple . Oltre 800  sculture  lo  coprono  rappresentando  dei   e dee, bestie, guerrieri, fanciulle sensuali, danzatrici,  musicisti  e scene erotiche. La successione  delle torri rispetta  una precisa simbologia del percorso iniziatico.  La sua locazione all’interno  della foresta lontano  dai  centri  abitati è stata la chiave della sua salvezza dalle distruzioni degli islamici  ( come  il  tempio del cosiddetto Bhudda di Ankhor in Cambogia di  cui è  contemporaneo) .

ALLAHABAD. Conosciuta per  essere  il luogo ove furono  ricondotte al Gange le ceneri  del mahatma Ghandi è anche famosa per ospitare ogni  12 anni il famoso khumba mela  con milioni  di pellegrini. Secondo la mitologia hindu  il Signore Brahma che voleva fare  il  sacrificio Prakrishta Yagna scelse  un pezzo di terra  sulla terra alla confluenza  di tre fiumi. Gange, Yamuna e il mitico  Sarasvati  . La terra circondata dai tre fiumi  sarebbe stata conosciuta come Prayag l’odierna Allahabad che nonostante il nome moghul è uno dei luoghi più sacri  dell’induismo. Il nome Prayag era come molti nomi  sanscriti  composto dalle  iniziali di Prakrista e  Yagna ( il sacrificio Prakrishta ). E’ detto che Rama visitò Prayag durante  l’esilio. Ovviamente bagnarsi qui incrementa tutti i  benefici  spirituali ottenuti precedentemente o  attenua gli effetti  di  azioni  negative passate. Luogo  abbastanza fuori  dalle rotte turistiche intensamente dotato  di  spiritualità e ritualità , impatto forte da vera India .

AYODHYA .Una vera città  santa e luogo  di pellegrinaggio. Qui è  nato il  signore Rama , settima incarnazione di  Vishnu e qui  ha trascorso il  grosso  della sua vita e degli  eventi  narrati  nel  Ramayana . Si dice che  nell’antichità  avesse 160 km  di  perimetro  , capitale della zona del  Koshala è attraversata dal fiume Gogra. Bagnarsi  qui può  annullare anche  il peggiore degli  atti ( quello  di  avere  ucciso un  bramino). Durante  i tempi  antichi  conosciuta come Kosadelsa  viene descritta nell’ Atharvaveda  come  una città costruita dagli  dei  , prosperosa come  il paradiso  stesso. Ayodhya è preminentemente una città di templi  benché in questa città tutte le religioni dell’India abbiano trovato sviluppo. Hinduismo, Islam, Buddismo possono  essere trovati in  Ayodhya . Nella religione Jain si crede che cinque dei  24 thirtankara siano nati qui incluso  Adinath ( Rishabadeva) il primo. Per  noi  è  fuori  rotta e non facilmente  visitabile.

VARANASI .La venerabile ed antica città di Varanasi è per  gli hindu  il  centro  del mondo  religioso. Una città con miriadi  di  attrazioni  così come un elevato centro  di  pellegrinaggio e un microcosmico centro  di  fede . Milioni  di pellegrini  la visitano da tutte le parti  dell’India e da tutto il mondo. Un’esperienza unica ove passato e presente , eternità  e continuità vivono  fianco  a fianco.  La città  si  estende da nord  lungo una panoramica curva del Gange  mostrando una lunghissima serie di varietà  di architettura indiana  di palazzi  sul  fiume. L’essenza di  Varanasi  è la simbiosi  fra  il  fiume  e la città  stessa e la vita ruota intorno  al fiume .  Gli hindu fanno notare che i  fiumi  scorrono nella direzione contraria delle nubi  e ognuno mantiene  il  suo  ruolo nell’eterno  ritmo cosmico. ( rtam, dharma) . Vari e belli sono i miti  della origine divina del Gange che accetta di riversare le sue acque spirituali  sulla terra. Varanasi  sembra essere  una esperienza al  limite di  questo mondo  un viaggio fra presente e passato. La vita sulle rive del Gange  inizia prima dell’alba  quando migliaia di pellegrini , uomini e donne e bambini, arrivano  sui  ghat del  fiume ad attendere la nascita del sole. Il lato  da cui  sorge  il  sole  è  completamente non  costruito e permette una visione naturale dell’alba. Tutti  sono  assorti  nei loro pensieri religiosi o  recitano mantra quale la Gayatri  attendendo il momento propizio per bagnarsi nel  fiume sacro. Gradualmente  il  sole sorge e la nebbia si  dissolve  rivelando l’intero  scenario. Adesso i ghat iniziano  a movimentarsi. Bramini  ( qui conosciuti  come Panda – eruditi )  recitano passaggi dei  sacri testi religiosi , dispensano la sacra cenere  ai pellegrini marcandogli la fronte  in segno  di  relazione con Dio. Barcaioli, venditori  di  fiori, di  oggetti e simboli  religiosi,   di dolci ,  chi preleva brocche di  acqua da portare via , mucche e altri  soggetti  affollano i ghat. Varanasi è indubbiamente  uno  degli ombelichi  religiosi  del mondo  ed  ispira a riflettere sulla vita , la creazione, lo scorrere  infinito  del tempo  e l’insignificanza della ricchezza temporale rispetto ad esso. Specialmente quando  visiteremo i ghat dedicati  alla cremazione ( Manikarnika ghat) . Useremo una barca a remi per  fare tutto  questo.

BUBANESHWAR. La antica capitale dell’impero Ralinga e adesso dell’Orissa  risale a millenni  addietro. Il nome significa “ la dimora di Ishwara (Dio nella forma di  eterno coordinatore) ed era conosciuta come la cattedrale dell’est in riferimento  alla quantità  di tesori. Un tempo più di  7000 templi costeggiavano – lambivano  la Bindu Sagar tank. Di questi 500  sopravvivono tutti  costruiti in  stravagante stile Orissa. Meno monumentali  di Kajuraho ma comunque  una testimonianza del  grande medioevo indiano sono una anticipazione dei grandi  templi del sud.  A causa di  questi  templi  il nobel per la poesia  Rabindranath Tagore ebbe a dire - '“dovunque l’occhio si posi  e anche nei  luoghi  ove non  si posa l’indaffarato scalpello dell’artista ha lavorato incessantemente e la dimora di Ishwara  è stata avvolta da una varietà  di  figure esprimenti il buono  e  il  diabolico , il grande così come  l’insignificante, i quotidiani accadimenti della vita umana”. Da citare  il tempio Lingaraj, meraviglioso nell’eleganza delle sue torri finemente scolpite slanciate verso l’alto, e il tempio di Parasurameshwar (VII secolo), che presenta una grande ricchezza di sculture raffiguranti scene della mitologia shivaita. Ma il più suggestivo per bellezza e raffinatezza nella lavorazione della pietra è il tempio di Mukteshwar, dove scultori di culture ed epoche differenti hanno dato vita ad un’opera d’arte ricca di dettagli buddisti, induisti e jainisti. Inoltre il Tempio di Rajarani  colpisce per la grazia ed eleganza delle sue sculture: ammirevole la serie di ninfe celesti dalla spiccata sensualità.

KONARK. 60 km da Bubaneshwar  in mezzo a   vegetazione tropicale, risaie ,  palmeti,  a 3  km  dal mare  si staglia il grande tempio di Konarak una delle meraviglie dell’arte religiosa medievale induista risalente al XIII secolo. Consacrato al dio Sole, esso rappresenta il carro celeste trainato da sette cavalli e mosso da ventiquattro ruote in pietra di 3 metri  di diametro  e finemente cesellate con intricate sculture simboliche . Due leoni  che aggrediscono due elefanti  guardano l’entrata  . L’ombra sui  raggi  delle ruote  indica  l’ora del  giorno. Il soffitto piramidale raggiunge  i  30 metri  di  altezza. Le 9 statue del dio, che guida il suo carro per portare la luce e la vita, furono sistemate in modo da ricevere 3 ciascuna  i raggi del sole all’alba, a mezzogiorno ed al tramonto; i bassorilievi esaltano il viaggio divino con motivi allegorici della vita terrestre: musicisti, donne, bambini, coppie in effusioni erotiche, uccelli e fiori , cavalieri e cavalli. Il tempio è una vivida cronaca  in pietra con migliaia di immagini di dei e dee,  apsaras ( prostitute celesti) amanti  e danzatori e differenti  scene di  corte. Il poeta sufi Abdul Fazl commentò nel 16 secolo “ anche coloro  difficili  da commuovere rimangono attoniti alla sua vista”.  Konark deriva  il  suo nome da  Kona ( angolo) e Arka ( sole) ed è stato uno  dei  centri  di  adorazione del sole  in India  ben prima della costruzione di  questo  tempio. Trova menzione nei Purana  e  in molti  altri  testi  religiosi  con nomi diversi  che  indicano  la medesima località. Questo tempio è stato probabilmente costruito da re Narashimadev I ( circa 1250)  per celebrare la vittoria sui musulmani. Il tempio è caduto in  disuso nel 1600 dopo  che un  attacco dell’ Imperatore Moghul Jahangir lo rese dissacrato distruggendone le  immagini  e gli hindu lo hanno  religiosamente abbandonato ( come  in molti  altri  casi) . La leggenda vuole che  il tempio  fosse   costruito  da Samba , uno dei  figli  di Krshna, affetto di lebbra, che a seguito di   dodici  anni  di  ascesi  e austerità  il Dio Sole guarì. Ogni  anno per  un  paio  di  giorni a cavallo  fra  gennaio  e  febbraio   durante la luna piena ( o bianca )  si celebra  ed  il luogo  è anche il  sito  del  famoso  festival Magha Saptami Mela .

PURI. Puri è il più sacro  centro  dell’Orissa  e  uno  dei  più grandi luoghi  di pellegrinaggio  dell’India, sulla costa della baia del Bengala. La attività  della città  ruota completamente intorno  al Jagannath Temple ( Jagat , universo – Natha , signore) visitato da tutte le altre parti  dell’India ( non visitabile per non hindu) . Alto 65 metri, è sormontato dal vessillo di Vishnu e dallo “chakra”, la ruota mistica. Edificato durante il regno di Chodaganga Deva nel XII secolo d.C., è costituito da quattro ambienti: la Bhoga Mandap (Sala delle Offerte), la Nata Mandir (Sala delle Danze), la Jagmohan (Sala delle Udienze) ed il Sancta Sanctorum. Il presente tempio è stato  costruito  da Re  Choda Ganga Deva  sostituendo una precedente struttura  che probabilmente  datava ampiamente precedente . E’ uno dei  quattro pellegrinaggi sacri  dell’India insieme a Dwarka, Rameswaram e Badrinath ( i quattro punti  cardinali) .  Jagannath Puri è  soprattutto famoso per  il  gigantesco  ruolo  di scuola filosofica religiosa  che ha assunto nel  corso  dei  secoli  grazie ai  maestri  che in esso  hanno  stabilito residenza o effettuato lunghe visite. Fra di essi Sri Ramanuja  visitò Puri fra il  1107 e il  1117  e vi rimase per  lungo tempo. Vishnu Swami  visitò Puri  poco dopo Sri Ramanuja e  fondò una Matha vicino  al Markandeya Tank  chiamata appunto  Vishnuswami Matha .  Il grande Nimbarka Acharya  fece  un importante pellegrinaggio  a Puri   e  nei tempi recenti  Srila Prabhupada  lo  visitò nel  1977 . A Jagannath Puri  nei primi decenni  del 1500 si stabilì dopo essere stato ricevuto  sannyasi  il  celebratissimo mistico  filosofo Caitanya Mahaprabhu , prosecutore e sistematizzatore della tradizione vaishnava e delle sue variegate scuole di  pensiero ,  di  devozione ; esempi meravigliosi di poesia  e gusto  nella relazione con la divinità. Fino a tempi recenti quasi tutto l’intero  tempio era coperto  da piastre bianche tale che i naviganti  europei nei  secoli  precedenti  lo usavano  come punto  di  riferimento  definendolo  nei  giornali  di  bordo  “la pagoda bianca.”

SUD

CHENNAI. Chennai  ci  servirà come città  aeroporto  . Ma anche  in  essa  ci  sono  alcune cose che sarebbe  un peccato perderci.  Conta forse  la più grande raccolta di  bronzi ( circa 1.000) della  intera India , raccolti  nei  templi  monumentali dell’India dravidica del Sud . Questa collezione di rara bellezza è  una elencazione tramite statua di riti , simboli  e storie , personaggi  e  filosofie delle varie religioni indiane . Assolutamente da  non perdere specialmente accompagnata da una conferenza del  soprintendente . Chennai  è anche la sede  internazionale della Società Teosofica , che  è  possibile visitare – Da segnalare  all’interno  della loro libreria la incredibile collezione  di 250.000 !!! manoscritti religiosi  visitabili  solo su  autorizzazione e appuntamento. Si va da testi buddisti  su carta di  riso a induisti  su  foglia di banana , corani  dell’800 , torah del 1000 , testi cinesi  etc… tutti  rigorosamente manoscritti antichi.

TIRUPATI. Uno dei più ricchi templi del paese è per lo più venerato per  la figura cara ai vaishnava del signore   Venkateswara. E’ stato  via via custodito  e gestito   dalle dinastie  Pallava, Chola,  Pandya ,Vijayanagar  che amavano  risiedere all’interno  del tempio ! .  Quasi tutti i re delle dinastie che padroneggiarono Tirupati  offrirono i loro omaggi  alla antica immagine di Venkateswara  nel tempio.  Ci sono  anche statue di  Krishnadevaraja  e della sua consorte installate sui portali  ed  una di  Venkatapati Raja nel tempio  principale visitabili  tutta la giornata. - 130 km  a nord di Chennai  Tiru' in Tamili significa  `Sri'.( il meraviglioso).  Quindi  Tirupati diventa  Sripati  (pati , il signore) or Sri Maha Vishnu.  ( Vishnu nella forma plenaria)  . Secondo i Purana le colline circostanti  Tirupati rappresentano il  corpo  di Adidesha ( ananta – infinito )  il  serpente su  cui il signore Vishnu  risiede  a Vaikhunta prima , durante e dopo la manifestazione.  Le sette colline sarebbero le sette teste del serpente.

KANCHIPURAM. Kanchipuram, la città dorata dei  1.000 templi è  la capitale dei Pallava, Chola, e  i Rajsa di Vijayanagar. I migliori templi furono  costruiti dai Pallava nel 500 e 600 d.c. La città ha una grande tradizione come  luogo  di  studio. Filosofi  del  calibro  di Sri Shankaracharya, Appar, Siruthonder, Bikkhu  vissero  e lavorarono  qui.  Qui è  fiorita la ricchissima letteratura  in lingua Tamili   e questa è zona ove operarono  gli Alvar , devoti-poeti che ci hanno lasciato opere di  toccante poesia  e  lirica devozionale  tuttora oggi  usate per  i  riti  quotidiani .  Kanchipuram è una delle sette città  sacre dell’India.  Centro intenso  di produzione di  seta e di  sari. I templi sono monumentali  e molto  ben conservati.

MAMALLAPURAM  - (MAHABALIPURAM). Famosa nel mondo  per   il   tempio sulla spiaggia che nel  2004 ha subito lo tsunami questo piccolo  villaggio , completamente sulla spiaggia  è tuttora sede di  centinaia  di  artigiani  scultori  che scolpiscono immagini per i templi , in strada , vestiti  di un  solo  grembiule  come ai  tempi  dei Pallava.  L’arte di Maha (grande) malla (guerriero) puram (città) può essere classificata  in  bassorilievi all’aperto, strutture templari, caverne  intarsiate,  i  famosi cinque carri ( relativi ai  cinque fratelli Pandava protagonisti  del  Mahabharata), il famoso  pannello  “L’austerità di Arjuna “ e il Krshna Mandapa ,  che rappresentano veramente  splendidi  esempi  di arte di scultura della roccia e come  da essa si possano forgiare edifici e monumenti.

CHIDAMBARAM. Con la città tempio  di Chidambaram, poco a sud di  Pondicherry si vive nel cuore della tradizione dedicata a Shiva nella incantevole forma di signore  della danza cosmica Nataraja ( Nata , danza- Raja , re) .  Comunque  il  superbo  tempio  di  Chidambaram  è uno dei pochi  ove Shiva e Vishnu  sono  racchiusi sotto lo stesso tetto.  A differenza di  altri  templi  questo è  visitabile fino  al sancta santorum  e accessibile ritualmente a chiunque.  Qui  un  erudito , giovane , bramino mi  ha  raccontato come le cinque lettere che formano il nome di Shiva siano le  iniziali  dei  cinque elementi  costituenti la materia.  Chidambaram alla lettera significa cielo permeato  di intelligenza e conoscenza. E’ detto  che qui anche  il  rishi  Patanjali , il  redattore- sistematizzatore degli Yoga-sutra, ebbe a praticare ascesi  e Shiva gli  si manifestò nella forma Nataraja . Nel 1270 il luogo  ove ciò avvenne fu coperto  con una sala in oro e il re che  riuscì in tale  opera  fu  cosi orgoglioso che cambiò il  suo nome  in  Hemchandandana Raja ( il re che coprì il tempio con l’oro).

MADURAI. Dall’alto  di un terrazzo di uno  degli  ottimi alberghi intorno  al tempio  centrale Madurai  appare dominata  dalle quattro   torri  delle entrate del complesso templare Meenakshi  ai  vari punti  cardinali . Luogo storico  di  scienza e pellegrinaggio. Il nettare cadde dalle mani  di Shiva  in  questa zone e diede  il  nome alla città ( madhu è il  miele ). 2000 anni fa capitale dei Pandyan , 1000 anni fa dei Chola e poi dei musulmani che poi ricedettero a raja hindu  fino  all’arrivo degli inglesi. Se Shiva  è il  dio  della energia materiale  e Parvati la sua energia manifesta le loro immagini  ( murti)  vengono  divise al mattino in una cerimonia  a cui  tutti  possono  assistere e riposte a dormire  insieme al tramonto .  Diversi ma inseparabili , il potente e la sua potenza, uniti come lo sono il  fuoco e calore, il  vento  e  l’ aria.

TANJHAVUR. Fu  la città  reale dei  Cholas, Nayaks and the Mahrattas. Thanjavur deriva  il  suo  nome da  Tanjan-an asura (demone , letteralmente mancante di  luce), che secondo la leggenda  locale  devastava le zone circostanti  e fu  annientato da Sri Anandavalli Amman e Vishnu, Sri Neelamegapperumal e l’ultima richiesta di Tanjan fu  che  la città potesse  portare  il  suo nome e  il  signore Vishnu  gliela accordò. Famosa per strumenti musicali indiani , bronzi, oggetti artigianali. Tipico , bellissimo complesso templare , dravidico , murario ,  dedicato a Shiva  e al suo veicolo Nandi ( il toro) .

RAMESHWARAM. L’isola di Rameswaram sul  golfo  di  Mannar è uno dei  centri  di  attività  di pesca del Tamil Nadu. Ma più importante  come centro  di pellegrinaggio  per  pii hindu che adorano sia Vishnu sia Shiva , conosciuti  come Vishnuiti e Shivaiti.  Qui ha sede  l’impressionante Rameswaram Temple , famoso nel mondo  per  i suoi lunghissimi  e ornati  corridoi , che rappresentano  veri  capolavori  di  fine architettura. Intorno dobbiamo  citare belle spiagge, barriera corallina.  Rameshwaram è il luogo  da dove Rama costruì il  famoso ponte attraverso il mare per liberare la sua consorte  Sita dal rapitore Ravana ( re dei demoni che aveva dimora con i  suoi  fratelli in  Sri Lanka- da questo ne deriva  un  atteggiamento di sospetto da lunga data fra  i  due  popoli) . Questo è anche  il luogo ove Rama adorò  Shiva chiedendo  di  essere comunque  ripulito  degli  effetti  negativi  di  avere  ucciso  Ravana.  Sia i vaishnava sia gli  shaiva  visitano  questo luogo  di pellegrinaggio  conosciuto  come  la Varanasi  del  sud. Per gli hindu  un vero pellegrinaggio  non si  conclude a Varanasi  se non  è  completato da Rameshwaram . La divinità preminente qui  è  Linga Sri Ranganatha che è una delle dodici  Jyotirlingas ( colonne di luce)  dell’ India. Il tempio più importante  è  Ramanatha Swamy , 12th secolo.  Il tempio comprende 22 pozzi in cui il sapore dell’acqua è  diverso l’uno dall’altro. Qui Rama fece riti  di  ringraziamento  a Vishnu dopo la battaglia con Ravana  e il  suo  trionfo ,   Sri Lanka è  a 24 km. L’intera area  è associata con  episodi  del Ramayana.

KARNATAKA. Situato nell’India Centro Meridionale, giusto a nord del Kerala,  è  poco interessato dai grandi circuiti turistici.Ricco di opere d’arte che testimoniano  i periodi